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Maggiori Informazioni

Decreto Legislativo
5 agosto 2015, n. 128

TAX COMPLIANCE.

Il REGIME DI ADEMPIMENTO COLLABORATIVO

Il nuovo regime di adempimento collaborativo fra l’Agenzia delle Entrate e le grandi imprese è stato introdotto dal D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 128 al fine di promuovere l’adozione di forme di comunicazione e di cooperazione rafforzate e basate sul reciproco affidamento tra amministrazione finanziaria e contribuenti e favorire, nel comune interesse, la prevenzione e la risoluzione delle controversie in materia fiscale.

L’ammissione al regime è riservata a soggetti dotati di specifici requisiti soggettivi ed oggettivi.

L’adesione ad esso garantisce significativi vantaggi, producendo una sostanziale modificazione nelle modalità di interazione tra amministrazione fiscale e impresa.

I vantaggi conseguibili dall’impresa che aderisca al regime di adempimento collaborativo possono essere meglio declinati come segue:

  1. le tematiche fiscali d’impresa vengono discusse preventivamente con funzionari dell’Agenzia delle Entrate appartenenti ad unità specializzate. La discussione preventiva delle tematiche relative ai rischi fiscali d’impresa pone al riparo da possibili contestazioni a posteriori
  2. le conseguenti decisioni finalizzate alla redazione corretta delle dichiarazioni fiscali sono assunte di comune accordo sulla base di una discussione condotta su un piano di parità delle posizioni ed alla stregua di criteri di obiettività ed imparzialità
  3. la definizione preventiva del trattamento da riservare alle tematiche fiscali suscettibili di sollevare dubbi consente di acquisire certezza di comportamenti e di poter dunque pianificare più consapevolmente l’impiego delle risorse finanziare e gli investimenti dell’impresa
  4. oggetto della discussione sono le tematiche fiscali d’impresa attuali, per le quali è necessario decidere quale sia il trattamento corretto. Viene dunque definitivamente archiviata la tradizionale tecnica della verifica sui pregressi periodi d’imposta, immancabilmente foriera di contestazioni e contenzioso e generatrice dei correlati costi di gestione. E’ inoltre prevista la possibilità, per il contribuente, di ottenere dall’Agenzia delle Entrate risposte a riguardo di casi dubbi in tempi celeri e anche al di fuori del ricorso alla procedura di interpello abbreviato (vedi infra)
  5. le imprese ammesse al regime di adempimento collaborativo sono sottoposte all’esclusiva vigilanza fiscale dell’Agenzia delle Entrate. Nei loro confronti la Guardia di finanza non può eseguire controlli e verifiche tributarie (art. 7, comma 1, D.Lgs. n. 128/2015)
  6. l’implementazione del sistema di controllo del rischio fiscale necessario per l’accesso al regime e la sua validazione da parte dell’Agenzia delle Entrate rendono impossibile la configurazione del dolo specifico di evasione, elemento costitutivo delle più gravi fattispecie di reato previste dal D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, costituendosi con ciò ostacolo, solo eccezionalmente superabile, alla perseguibilità penale di eventuali violazioni contestate
  7. l’accesso al regime di adempimento collaborativo offre la possibilità di sottoscrivere con l’Agenzia delle Entrate accordi preventivi e vincolanti per entrambe le parti ai fini della definizione del trattamento fiscale delle operazioni straordinarie e di quelle a rilevanza strategica
  8. nel caso di accertamenti fiscali, la riscossione delle sanzioni irrogate nei termini sopra indicati non può comunque avere luogo prima della definizione del contesto in sede amministrativa o contenziosa
  9. i contribuenti che aderiscono al regime non sono tenuti a prestare garanzia per il pagamento dei rimborsi delle imposte, sia dirette sia indirette
  10. qualora nel corso dei confronti periodici con l’Agenzia emergessero posizioni non condivise e venissero dunque assunte decisioni oggetto di successive contestazione da parte della stessa Agenzia, le sanzioni applicabili sarebbero ridotte del 50% e non potrebbero in ogni caso superare la misura minima prevista dalla legge
  11. indipendentemente dai costanti momenti di confronto con i funzionari specializzati, l’impresa può sempre accedere alla procedura di interpello preventivo abbreviato, stabilita con d.m. 15 giugno 2016, per ottenere, entro 45 giorni, una risposta in merito all’applicazione delle disposizioni tributarie a fattispecie concrete in relazione alle quali ravvisa rischi fiscali
  12. le generalità delle imprese che aderiscono al regime sono inserite nel relativo elenco pubblicato sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate.

L’accesso al regime è consentito alle imprese che si dotino di un efficace sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale d’impresa (c.d. Tax Control Framework).

Tale sistema si compone essenzialmente di un documento di strategia fiscale, di una mappa dei rischi fiscali, di un modello di governance del rischio fiscale, di procedure e protocolli e di piani formativi.

Attualmente l’accesso al regime è limitato alle sole imprese di grandissime dimensioni (fatturato oltre 10 miliardi di euro), a quelle che abbiano dato seguito all’interpello nuovi investimenti di cui all’art. 2 del D.Lgs settembre 14 settembre 2015, n. 147 (indipendentemente dalla soglia di fatturato raggiunta) e a pochi altri soggetti che si trovano in condizioni particolari.

A partire dal 2020 saranno ammesse al regime anche le imprese con fatturati superiori a euro 100 milioni.

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