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Convegno
I SISTEMI EVOLUTI DI VIDEOSORVEGLIANZA URBANA E LA NECESSITÀ DI UN COORDINAMENTO INTERFORZE ALLA LUCE DEL DL N. 14/2017

Aula Senato Santa Maria in Aquiro, piazza Capranica, 72 – ROMA

24 Maggio 2017

Intervento del

Cav Franco Antonio Pinardi

Presidente del Consorzio Leader

Nel salutare i cortesi intervenuti a questo importante convegno voluto dalla sempre presente ed attenta Senatrice Gambaro, non posso esimermi dal compiacermi per un decreto legge che di fatto, sin dal 2002, era stato oggetto di una proposta normativa presentata dalla Associazione Investigatori forze di Polizia da me allora sovraintesa quale segretario generale che, proprio in quell’anno, forse avveniristicamente, a palazzo Sammacuto, in un affollato, autorevole convegno, introdusse il principio della sicurezza integrata ma anche la figura di un agente investigativo, trasversale alle forze di Polizia, in  grado di affrontare con preparazione, dotazione e mezzi finanziari i crescenti fenomeni di criminalità globalizzata. Ma veniamo all’argo,enti specifico del convegno odierno, perché non voglio rubare spazio agli autorevoli relatori che mi succederanno nelle odierne relazioni. Questo decreto legge , di fatto, intende contrastare i crescenti fenomeni di criminalità e la diffusa, crescente percezione di insicurezza che si evidenzia sopratutto nei centri urbani e nelle zone degradate. E’ sicuramente un decreto che presenta interessantissime novità sia sotto il profilo giurisprudenziale sia sotto l’aspetto tecnico operativo anche per il richiesto coinvolgimento tra le autorità nazionali, regionali, provinciale locali. Questa sinergia tra tutti coloro che a vario titolo possono essere coinvolti per una agir sicurezza  passa schematicamente per questi punti : -Maggior scambio di informazioni tra i corpi di polizia e le polizie locali -Interconnessione e i vari sistemi informativi -formazione professionale degli operatori coinvolti -Estensione dei sistemi infirmatici (Sistema Di investigativo )alle polizie locali Ma Il decreto presta altresì grande attenzione alla riqualificazione delle aree urbane è bene dunque puntare al miglioramento della qualità della vita mediante la riqualificazione socio culturale delle aree interessate attraverso la rimodulazione  dei presidi di sicurezza territoriale e il loro rafforzamento nelle zone disagiate. Una delle novità di questo decreto sta nella auspicata sensibilizzazione delle figure  figure ausiliarie al servizio degli enti locali, volontari per la sicurezza, tutela e salvaguardia del l’arredo urbano, delle aree verdi e parchi cittadini favorendo così un più mirato impegno delle forze di polizia e l’implementata installazione ed utilizzo dei sistemi di video sorveglianza  quale possibile utilità nella tempestiva comunicazione della “notizia criminis” volta favorir l’immediata identificazione del soggetto colpevole del reato. Molto interessante è anche la novità costitutiva del “ Comitato Metropolitano “ ( art. 6 ) ovvero una espansione del C.P.O.S.P.  ( comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ) formalizzando così anche la presenza dei sindaci delle aree coinvolte all’Emergenza  e a soggetti pubblici e privati  nell’ambito territoriale stesso. Al fine di migliorare la diffusione di una maggiore sicurezza partecipata vengono dunque sensibilizzati anche quegli enti privati ( gestori di edilizia residenziale, amministratori di Condominio, associazioni varie, consorzi  )  che spronano la messa in opera a carico di privati di sistemi di sorveglianza tecnologicamente avanzata  preposti per il monitoraggio attivo con l’invio delle informazioni alle centrali di polizia o istituti di vigilanza privata. Viene così ad elevarsi la necessità di una sinergia di comunicazione e di trattazione dell’informazione acquisita non solo dalle normali fonti di Polizia , ma anche dai privati cittadini che mediante una canalizzazione istituzionalmente guidata possono fornire agli enti proposti notizie utili alla prevenzione delle attività criminose . (Nota sul Controllo del vicinato) Per questo sono comunque stati sovvenzionati fondi per l’implementazione tecnologia per una più diffusa protezione passiva , fondi che hanno comunque anche interessato una implementazione dell’arruolamento da parte dei comuni di personale non dirigente a tempo indeterminato nei ruoli delle polizie locali, figure di polizia di prossimità impegnate in prima linea a prevenire e contrastare l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità tra i quali l’accattonaggio, anche mediante minori e disabili, , il parcheggio abusivo, lo sfruttamento della prostituzione e l’illecita occupazione degli spazi pubblici. Alcune delle novità in senso di strumenti prettamente giuridici sono nell’introduzione dell’Art. 9 del presente decreto che prevede l’ordinanza immediata di allontanamento per condotta illecita del trasgressore , per quei luoghi meglio indicati nel successivo art. 10 e dell’estensione della flagranza di reato nelle successive 48 ore tali da permettere alla Polizia Giudiziaria di poter meglio ottemperare all’arresto  ai sensi dell’art. 380 Cpp , quando non è possibile procedere nell’immediatezza all’arresto per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica  si considera dunque in stato di flagranza ai sensi del 383 cpp sia compiuto e non oltre il tempo necessario alla sua identificazione  e comunque  , entro le 48 ore del fatto criminis. Altra innovazione è sicuramente quella dell’istituzione del numero unico europeo del 112 ( art. 14 ) , che hanno incanalato le richieste di soccorso delle relative centrali di Polizia e dei Carabinieri . Questo è sicuramente un passo avanti al fine di poter finalmente realizzare a livello infrastrutturale un unica centrale operativa con all’interno tutti gli esponenti delle FFPP in modo da ottimizzare le risorse sul territorio evitando sprechi e carenze spesso dovute alla mancato dialogo in tempo reale fra le parti interessate…ma…tutti questi sforzi e buone intenzioni rimarranno tristemente inefficaci se a tutto questo non sapremo rida te la dovuta certezza della pena.

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Con le nuove norme in materia di sicurezza delle città, introdotte con la legge 18 aprile 2017, n. 48, tutte le forze in campo sono chiamate ad agire in sinergia. Vengono attribuiti maggiori poteri e conseguenti responsabilità ai Sindaci. Si mira a un sistema unitario e integrato di sicurezza e si assegna un ruolo centrale alla prevenzione situazionale volta a limitare le opportunità di comportamenti criminali anche attraverso l’uso di sistemi di videosorveglianza. C’è piena consapevolezza che la strategia per il benessere delle comunità territoriali dipende dalla forza di tutte le maglie della rete istituzionale con la conseguenza che se si rompe o viene meno anche una sola maglia, tutta la rete si sfilaccia. Il rispetto delle competenze e dei ruoli sono determinanti per la gestione del territorio. Vanno rispettati i confini delle proprie attribuzioni, senza cedere alla tentazione di sottrarre spazi di competenza a chi ne ha titolo. Bisogna evitare di alimentare un conflitto negativo di competenza. Con la nuova legge sulla sicurezza, integrata ed urbana i punti di forza sono proprio il lavoro di squadra, la pianificazione delle attività, la determinazione operativa e soprattutto la coesione interistituzionale. Le nuove disposizioni favoriscono la collaborazione tra le forze di polizia e la polizia locale in vari settori d’intervento: dallo scambio informativo per gli aspetti di interesse e la interconnessione tra le sale operative, alla regolamentazione dell’utilizzo in comune di sistemi di sicurezza tecnologica. La nuova legge consente l’installazione di nuovi sistemi di videosorveglianza per il controllo delle aree e delle attività soggette a rischio da parte del Comune e la messa in opera di sistemi di sorveglianza tecnicamente avanzati dotati di software di analisi video per il monitoraggio attivo da parte degli enti e soggetti privati. Con la stessa norma viene precisato che per l’istallazione di sistemi di videosorveglianza da parte dei Comuni è autorizzata la spesa di 7 milioni di euro per l’anno 2017 e di 15 per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Sarà un decreto del ministero dell’Interno, di concerto con il Mef, a definire le modalità presentazione delle richieste da parte dei Comuni interessati e i criteri di ripartizione delle risorse. Nell’ambito della collaborazione interistituzionale i patti sulla sicurezza urbana e gli accordi per la promozione della sicurezza integrata, possono riguardare anche progetti per la messa in opera di sistemi di sorveglianza tecnologicamente avanzati, con software di analisi video per il monitoraggio attivo e invio di allarmi automatici a centrali delle forze di polizia o istituti di vigilanza privata convenzionati. Per favorire la diffusione di telecamere di sorveglianza innovative la nuova legge prevede anche benefici fiscali per chi si fa carico dell’investimento, stabilendo che i Comuni possano deliberare detrazioni Imu o Tasi per categorie specifiche che si fanno carico dell’investimento. La categorie sono: enti gestori di edilizia residenziale, amministratori di condomini, imprese, anche individuali, dotate di almeno dieci impianti, nonché‚ associazioni di categoria ovvero consorzi o comitati costituiti fra imprese, professionisti o residenti. Il beneficio però non sarà per tutti i sistemi di sorveglianza, ma solo quelli tecnologicamente avanzati, cioè dotati di software di analisi video per il monitoraggio attivo con invio di allarmi automatici a centrali delle forze dell’ordine o di istituti di vigilanza convenzionati. Ma attenzione prima di fare nuovi investimenti si proceda al censimento e monitoraggio delle telecamere esistenti. Nel corso degli anni, enti pubblici e soggetti privati, hanno fatto e stanno continuando a fare investimenti economici importanti nel settore della sicurezza tecnologica del territorio. Oggi tutte le aree ritenute a rischio o più affollate (come ad esempio sedi istituzionali, aeroporti, stazioni, metropolitane, impianti sportivi, supermercati, centro storico) sono dotate di sistemi di video sorveglianza di proprietà enti pubblici e privati. Finora eccetto 4 o 5 realtà territoriali tra cui Pisa, Piacenza e Verona e non risulta avviato un censimento e un monitoraggio di tutte le telecamere presenti sul territorio. La mattina dello 12 maggio scorso, al Testaccio è stato fatto esplodere un ordigno nel parcheggio dell’ufficio postale di via Marmorata, uno dei più importanti di Roma. E’ stato poi accertato che le telecamere di sorveglianza installate non erano funzionanti. La Polizia non ha potuto perciò visionare le immagini. Un mese fa, il 15 aprile, è stato incendiato il parco mezzi delle Poste Italiane in viale Ferdinando Santi ai Colli Aniene. Anche quelle telecamere installate non erano funzionanti. Va aggiunto che il censimento e il monitoraggio della funzionalità delle telecamere, soprattutto nelle ore serali e notturne e nei giorni festivi, consentendo l’immediata disponibilità delle immagini, è determinante anche per procedere all’arresto in flagranza differita, nei casi previsti dalla dall’art 6-ter della nuova legge del 18 aprile 2017. Oggi, in assenza di una anagrafe delle telecamere, a seguito di un evento delittuoso, le forze di polizia sono costrette a disporre la verifica, porta a porta, strada per strada, con operatori di polizia sottratti al controllo del territorio, se in una determinata area ci sono telecamere, dove e quante sono, di chi sono, cosa riprendono, se funzionano, chi è il referente e chi è nelle condizioni di consentire la immediata disponibilità delle immagini. Questa prima fase, di censimento e monitoraggio è realizzabile in pochi giorni e a costo zero per le amministrazioni come peraltro già fatto con successo in altre realtà territoriali come Pisa nel 2013 e Piacenza nel 2015. Prima di affrontare altri temi legati alla sicurezza delle città, Tagliente ha voluto sottolineare l’importanza delle telecamere intelligenti richiamati dal nuovo decreto sulla sicurezza delle città. D’altra parte per le esigenze emerse negli ultimi tempi con l’allarme terrorismo, i sistemi di videosorveglianza, se combinati con telecamere intelligenti dotati di video analisi, possono rivelarsi una risorsa straordinaria anche per identificare i volti dei potenziali malintenzionati. Gli investimenti sulla sicurezza con i sistemi di videosorveglianze evoluti e con un protocollo comune di trasmissione, possono consentire anche di individuare persone sospette sotto osservazione e seguirne così ogni movimento per identificarli, bloccarli e neutralizzarli” In pratica i sistemi di videosorveglianza intelligente, grazie all’impiego di telecamere ad alta risoluzione, adatte all’utilizzo di software di video-analisi possono consentire l’immediata identificazione per via telematica dei volti dei potenziali terroristi, che appaiono in una telecamera, se preventivamente ‘caricati’ in una banca dati internazionale.